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Monti Lepini, Grotta Ciaschi e Due Manzi. |
dal 28/06/2008 al 29/06/2008 |
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alla Ciaschi Manuela Merlo, Natalino Russo; Valerio Olivetti, Veronica (GSCAI Roma); Cecilia Gigante (SCR); a Du Manzi Valerio Olivetti e Cecilia Gigante. |
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(testo di Valerio Olivetti)
E' stato un sabato e domenica di intensa attività. Sabato con Cecilia dello Speleo Club, Manuela di Grottaferrata e Natalino dalla Campania, e la sola Veronica dal GSCAI siamo andati a Ciaschi e mettere i captori, e finalmente anche per vedere la grotta. Non c'era acqua, ma il solito fango. Per problemi di tempo siamo scesi solo in tre nel meandro. Il sifone a monte sembrava chiuso, e l'acqua che usciva sembrava abbastanza poca, sicuramente inferiore a quella che si trova alla Rava. A valle siamo riusciti senza bagnarci a superare il passaggio allagato e sono sceso al Ramo del Pozzo. La parte finale è veramente unica, con pareti bianche lavate e il pavimento occupato da una sabbia di cristalli neri di pirosseni. La corda del P28 è molto lesionata, alla partenza. Vedendo la corda mi sono domandato come fosse possibile che una corda appesa al soffitto che scende verticale lontanissima dalla parete fosse lesionata in quel punto. Ho invece notato una lama molto tagliente sul soffitto, ma nella direzione dell'uscita, alla stessa altezza dell'armo: coincideva perfettamente con il taglio della corda. Questo vuol dire che nei periodi di piena l'acqua spinge la corda a sbattere sul soffitto verso l'uscita. E quella è una corda abbastanza nuova, 4 o 5 anni. La forza dell'acqua è talmente forte da lavare la sabbia di tutta la parte fine, fango e argilla e lascia una sabbia pulitissima di cristalli, che quando metti un piede scricchiola. Ho lasciato due captori dentro il sifone.
Dopo il bivio per il ramo del pozzo, verso il fondo la grotta diventa più larga con bei laghetti e pozze che si superano facilmente. Ho lasciato un altro captore sotto una corda di pochi metri, anch'essa completamente distrutta dalla forza dell'acqua. Non sono arrivato al fondo.
Uscendo ho disarmato tutta la grotta dalla corda vecchia, e sostituita con una nuova. Tranne il P8 che immette nel meandro e i primi 20 metri dall'ingresso. Il disarmo non è stato proprio semplicissimo: ho scoperto che dopo circa 15 anni i bulloni si saldano con lo spit e se c'è un clown attaccato non viene certo da ridere, visto che l'unico modo è quello di tagliare la corda. Però adesso c'è una bellissima corda nuova e sicura.
Domenica sempre con Cecila dello Speleo siamo stati al Due Manzi, per versare la fluoresceina, che ero riuscito a rimediare in extremis venerdì sera, parte dal circolo e parte sabato mattina da Marco Mecchia, sempre più fondamentale in questa avventura. Abbiamo versato circa 400gr di fluoresceina in una sala del meandro in una zona dove si uniscono due torrentelli. La portata del torrente è stata misurata di circa 3,5 litri al minuto. Tra il bianco delle vasche di latte di monte il torrente di un colore rosso vivo ha cominciato la sua lunga e sconosciuta strada all'interno della montagna.
Alcune osservazioni: l'acqua che si trova dentro il Due Manzi è abbastanza anche considerando il fatto che si trova a 100 metri dalla superficie. Mi sembra abbastanza difficile che si tratti della stessa acqua che si trova al fondo della Rava proviene dal ramo di destra. Anche le morfologie non tornano, né la dimensione dell'ambiente. E' possibile invece che sia l'acqua che proviene dal pozzo, come intuito già domenica scorsa. Nulla esclude che invece possa essere l'arrivo visto solo da Astigo dopo il lago-sifone, in questo caso non lo sapremo mai, perché lì i captori non li abbiamo messi.
L'acqua di Ciaschi è meno dell'acqua della Rava, quindi non è la stessa. O meglio, potrebbe non essere tutta l'acqua della Rava. La cosa strana , infatti, è che questo (non il solo) ha delle perdite lungo il percorso: ad esempio lo stesso torrente si divide tra il ramo del pozzo e il fondo. Non è escluso che questo possa avvenire anche tra la Rava e Ciaschi. Potrebbe quindi un po' della nostra fluoresceina rimanere nei condotti più alti e non perdersi tutta in falda. Chi sa. |
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Coordinate UTM: Lat: - Long: |
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